Pubblicato da: manola3 | 7 settembre 2008

Aumento allarmante della vivisezione


 
In aumento i numeri legati alla sperimentazione animale in Italia nel biennio 2006-2007: lo rivela la LAV-Lega Anti Vivisezione (www.lav.it), sulla base dei dati ottenuti nuovamente dal Ministero della Salute, grazie ad una sentenza del TAR che ha cancellato il segreto su questo tema. Un aumento preoccupante e in controtendenza rispetto allo scenario scientifico nazionale ed europeo sempre più rivolti alla promozione di metodi sostitutivi all’impiego di animali, e nonostante l’impegno scritto in tal senso nel programma della precedente Coalizione del Governo.
Infatti le autorizzazioni per gli esperimenti in deroga – ovvero l’impiego di cani, gatti e primati non umani, o l’utilizzo a fini didattici o il non ricorso ad anestesia – sono passate da una media di 128 per il biennio 2004-2005 a 141 per il 2006-2007, con in testa il Lazio (ben 81), seguito da Veneto (38) e Toscana (37).
Per quanto riguarda l’apertura di nuovi stabilimenti utilizzatori, nel biennio 2006-2007, sono state rilasciate dal Ministero della Salute 60 autorizzazioni, di cui nuovi effettivi risultano essere ben 18: una media di circa 9 l’anno, quasi uno ogni mese e mezzo. Salgono così a 599 in totale gli stabulari in funzione in tutta Italia. In testa sono Lombardia, Emilia Romagna e Lazio con un numero di stabilimenti utilizzatori presenti sul territorio regionale compreso tra 61 e i 133.
E’ incredibile che vi sia un aumento del ricorso a test invasivi e dolorosi e una crescita degli impianti autorizzati alla vivisezione; cifre che contraddicono l’andamento lievemente decrescente complessivo del numero degli animali utilizzati negli ultimi dieci anni che arriva comunque alla spaventosa cifra di oltre 900mila l’anno – dichiara Michela Kuan, biologa, responsabile LAV e autrice del Dossier di denuncia disponibile su http://www.lav.it – Infatti, per legge, questo tipo di sperimentazione in deroga dovrebbe costituire l’eccezione e non la regola e inoltre, negli ultimi anni, la ricerca per lo sviluppo di metodi alternativi alla sperimentazione animale sta facendo molti passi in avanti e gli sforzi a livello internazionale stanno dando buoni frutti, rendendo l’uso degli animali anche sotto questo aspetto una pratica sempre più obsoleta ed ingiustificabile. In Italia, invece, il principio per il quale il metodo alternativo debba essere preferito all’impiego di animali viene del tutto ignorato sia dall’utilizzatore di animali che dal Ministero della Salute, peraltro in nuovo ritardo sugli obblighi di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle statistiche, e dal servizio dell’Istituto Superiore di Sanità conclude Michela Kuan – una situazione che va peraltro a tutto danno della ricerca biomedica italiana e che speriamo possa essere presto cambiata. Il problema non riguarda unicamente milioni di animali torturati per scopi scientifici vani, ma inevitabilmente anche i milioni di malati che nella ricerca e nei farmaci ripongono speranze di cura e di vita.Nel merito dei test in deroga autorizzati dal Ministero della Salute nel biennio 2006-2007, continuano a perpetrarsi anacronistici e fallimentari studi relativi all’uso di droghe, alcol e fumo, che tolgono fondi per ricerche incruente: perchè il Ministro della Salute continua ad autorizzarli?
Persiste poi il pentagono universitario Verona-Trieste-Parma-Ferrara-Roma che continua a contraddistinguersi, negativamente, per l’utilizzo di scimmie nelle quali viene sondato il cervello e dove l’errore metodologico risulta doppio vista la mancanza del linguaggio, capacità indispensabile per comprendere le dinamiche psichiche e avanzare una diagnosi.
Anche nella didattica la situazione si presenta tragica, eppure la legge in questo caso è particolarmente restrittiva, autorizzando il ricorso ad animali vivi solo in caso di inderogabile necessità, quando sono già disponibili sia in campo chirurgico che non, svariati metodi che non prevedono l’uso di animali: nonostante ciò migliaia di suini, ratti, topi, cavie, conigli e uccelli continuano ad essere torturati.
Guardando al prossimo futuro, la Direttiva Europea 86/609, che regolamenta la sperimentazione animale, sta attraversando attualmente un processo di revisione che porterà alla proposta di nuovo testo nei prossimi mesi da parte della Commissione di Bruxelles.
Per cogliere la possibilità di rendere migliore la Direttiva, nell’ottica della necessaria fuoriuscita dalla vivisezione, la LAV in questi mesi sta raccogliendo firme su una petizione (disponibile su http://www.lav.it/index.php?id=963) rivolta al Governo per chiedere:
– un Decreto per rendere obbligatorio l’impiego dei metodi alternativi disponibili;
– un Decreto per vietare la dissezione nelle scuole primarie e secondarie
– il finanziamento della Legge sullobiezione di coscienza alla sperimentazione animale (L. 413/93) e per la riconversione dei laboratori che utilizzano animali in laboratori che fanno ricorso a metodi alternativi.
La LAV auspica che questa occasione non venga sprecata dal Ministero della Salute nellottica di tutelare gli animali, i pazienti umani e il progresso della scienza.
VIVISEZIONE REGIONE PER REGIONE
Uso consentito citando la fonte: elaborazione LAV su dati Ministero della Salute 2006-2007
Piemonte: sono 27 gli stabilimenti utilizzatori di animali, solo nel biennio 2006- 2007 le richieste di esperimenti condotti senza anestesia arrivano a 13, le specie utilizzate comprendono anche cani e primati non umani, utilizzati in studi altamente invasivi come quelli di tossicologia.
Liguria: sono 17 gli stabilimenti utilizzatori, in particolare continuano ad essere finanziati progetti che prevedono luso di animali da inviare nello spazio, come la recente collaborazione tra l’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro e l’Agenzia spaziale Italiana, sebbene gli studi finora condotti mostrino come le cavie geneticamente modificate, inserite in contenitori metallici poco più grandi del corpo dell’animale, soffrano di gravi patologie quali obesità e diabete e siano praticamente incapaci di muoversi.
Lombardia: è in vetta nella classifica nera della sperimentazione, infatti, sono ben 133 gli stabilimenti utilizzatori di animali presenti sul territorio regionale, con 27 autorizzazioni in deroga e 3 nuovi stabulari. Confermata la sperimentazione allUniversità degli Studi di Insubria, sebbene i responsabili dell’Ateneo avessero affermato mesi fa il contrario e ad aggravare i dati già di per si allarmanti, la presenza di sperimentazioni anche su cani e scimmie.
Veneto: sono 39 gli stabilimenti utilizzatori di animali; nel biennio 2006-2007 le richieste di esperimenti condotti senza anestesia arrivano a 38, spiccano l’uso di primati per ambiti altamente invasivi come le neuroscienze e studi di indubbia inutilità e valenza scientifica come il comportamento sessuale e la depressione umana.
Friuli Venezia Giulia: nel 2007 arrivano a 16 gli stabilimenti utilizzatori di animali; in aumento gli studi con molluschi sulle biotossine, nonostante siano ampiamente disponibili metodi alternativi all’uso di animali, dimostratisi più attendibili e utili per la salute umana.
Emilia Romagna: sono 99 gli stabilimenti utilizzatori di animali, seconda solo alla Lombardia. Nel biennio 2006- 2007 le richieste di esperimenti condotti senza anestesia arrivano a 33, le specie utilizzate comprendono anche primati non umani utilizzati in studi altamente invasivi come quelli nell’area delle neuroscienze. Si distingue, negativamente, l’Università di Bologna per i suoi esperimenti su cavalli, fatto per cui la LAV ha presentato una diffida contro il Responsabile dell’Unità di Ricerca del Dipartimento Clinico Veterinario dell’Università degli Studi di Bologna, e una istanza di affidamento di tre cavalli, come previsto dalle norme in vigore (per maggiori informazioni
http://www.comune.bologna.it/iperbole/lavbologna/  vicenda sulla quale l’associazione rinnova la sua richiesta.
Toscana: al quarto posto nella classifica nera del numero di stabilimenti presenti sul territorio regionale con ben 55 stabulari e seconda solo al Lazio per l’uso di animali vivi nella didattica. Sono 37 le autorizzazioni per esperimenti in deroga, comprese quelle per i gatti, anche per ricerche molto invasive quali neuroscienze e tossicità. In aumento anche l’uso di pesci per i test di tossicità. Il quadro complessivo allarmante è in netto contrasto con la neonata associazione istituzionale Ancesa per i test alternativi, con sede a Pisa,
Marche: arrivano a 24 gli stabilimenti utilizzatori di animali nel 2007.
Umbria: sono 6 gli stabilimenti utilizzatori di animali con un numero alto, in proporzione, di deroghe autorizzate: ben 16.
Abruzzo: 17 gli stabilimenti utilizzatori di animali, di cui due nati solo nell’ultimo biennio.
Campania: il numero di stabilimenti utilizzatori di animali ammonta a 29; spiccano
esperimenti sul dolore e di neuroscienze condotti senza anestesia.
Puglia: ben 13 gli stabilimenti utilizzatori di animali presenti, tra i tanti esperimenti spiccano quelli che prevedono luso di cani e le ricerche su vaccini con animali sebbene siano disponibili metodi sostitutivi efficaci basati su biologia molecolare, modelli informatici e produzione in vitro.
Sicilia: arrivano a 29 gli stabilimenti utilizzatori di animali sul territorio regionale siciliano, di cui 2 nati solo nellultimo biennio (2006-2007). Tra i tanti esperimenti, spiccano quelli sul dolore condotti senza anestesia e quelli in campo didattico con tecniche di chirurgia mini-invasiva su maiali vivi, sebbene siano disponibili metodi alternativi dimostratisi utili nel passaggio all’uomo, come simulatori virtuali, manichini e nuove tecniche di perfusione.
Sardegna: prima nella classifica nera per lapertura di nuovi stabulari, infatti solo nel biennio 2006-2007 sono stati autorizzati 3 nuovi stabilimenti utilizzatori di animali, arrivando così ad un totale di 23. Tra gli esperimenti più invasivi e assurdi spiccano quelli condotti sull’astinenza da droghe e alcol e di neuroscienze condotti senza anestesia, la cui non trasferibilità dei dati e differenze nellinsorgenza di eventuali dipendenze nell’uomo è evidente.
Lazio: al vertice della lista nera della sperimentazione animale per il numero di autorizzazioni (81 in soli 2 anni) per specie, esperimenti condotti senza anestesia e didattica con animali vivi, nonchi terza per il numero di stabulari presenti sul territorio regionale. Il Lazio deve questo gravoso primato soprattutto al C.N.R e allIstituto Superiore di Sanità, tristemente noti per esperimenti di modificazione genetica di animali, luso di scimmie ed esperimenti didattici con maiali.
 
 
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Responses

  1. nn tollero tutto ciò
    maledetto uomo crudele e insensibile
    provassero loro tanto dolore
    forse farebbero un passo indietro
    almeno qualcuno……………..
    buona giornata cara
    vado subito a firmare
    ciaoooo 😦
    ps: ho scritto una mail a Simona ma x ora nn ho ricevuto risposta
     


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