Pubblicato da: manola3 | 8 settembre 2008

Condannati a morte in nome della scienza


 
 Confessa di aver sempre avuto un cane in casa e di commuoversi di fronte a una mandria di vacche costrette in spazi angusti per produrre più latte. Nel contempo, trascorre le sue giornate in laboratorio a sezionare cavie. Anche le scimmie. Leonardo Chelazzi, professore di Scienze neurologiche e della visione della nostra Università, non mistifica il suo punto di vista.

La sperimentazione sugli animali è irrinunciabile?

Lo è. Se non avessimo fatto studi sulle scimmie, ad esempio, oggi non sapremmo quali zone del cervello vengono colpite dal morbo di Parkinson. Senza la sperimentazione di nuovi farmaci sugli animali non avremmo sconfitto molte malattie. Ancora, se non avessimo utilizzato animali, le tecniche chirurgiche non sarebbero migliorate. Comprendo il rifiuto a sentir parlare di certe cose, ma al momento non c’è alcuna metodica che possa sostituire la sperimentazione animale. E comunque: perchè scandalizzarsi di fronte a una cavia da laboratorio, quando sterminiamo mosche e zanzare con l’insetticida e abbandoniamo gli animali per strada?
Forse perchè le cavie che usate sono animali a noi affettivamente più vicini e sentono il dolore…
Ho pieno rispetto per gli animali e per gli uomini che in loro difesa hanno optato per scelte radicali, ma da quelle persone pretendo coerenza. Se sono contrari alla sperimentazione animale, un domani che non vengano a implorarmi di avere il farmaco che sull’animale ha sortito effetto per il parente o il figlio morente.
Le fotografie rubate in certi laboratori, però, fanno trasparire sofferenze atroci
La sperimentazione sugli animali oggi avviene con rigore. La richiesta parte dal comitato locale, che la valuta dal punto di vista etico e tecnico e la trasmette al ministero, per le valutazioni del caso. Valutazioni severe, certo, ma che comunque vengono fatte da chi crede nell’importanza della sperimentazione sugli animali.
In molti Paesi, però, si cerca l’alternativa ai test sugli animali.
In Italia, come in Europa e nel mondo, c’è un’attenzione scrupolosa alle regole, si evita la sofferenza inutile dell’animale, ma questo non significa che la sperimentazione sia stata abbandonata. E’ gravoso fare sperimentazione sugli animali: per noi ricercatori, che certo non ci divertiamo a sezionare le cavie, e per la comunità, perchè i costi sono notevoli. Servono strutture apposite, veterinari, personale formato e una notevole competenza. Vent’anni fa sono andato negli Stati Uniti e ho duramente lavorato là per quattro anni, perchè ritenevo fondamentale tornare a Verona con le conoscenze necessarie per avviare queste ricerche, fra mille difficoltà tecniche e organizzative. Amo gli animali, ma so anche che non si può prescindere dalla sperimentazione animale.
 
Quante balle che si continuano a raccontare ……..

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Responses

  1. ama gli animali un par de palle questo qui  ( scusa il francesismo )
    tanto le pasticche se devono ammazzare qualcuno nn sarà certo la sperimentazione inutile e dolorosa  su una cavia ke servirà a salvargli la vita…………………………….
    ke parolai…………………………………

  2. se c\’è bisogno di sperimentare sugli animali che vadano a pescarli in Parlamento, lì che ce ne sono molti.


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