Pubblicato da: manola3 | 27 ottobre 2008

Al ponte


 
E’ morta la cagnetta finita in una fossa
 
Se n’è andata ieri, il 25 Ottobre alle prime luci dell’alba, con gli occhi azzurri spalancati nel vuoto dopo una notte d’agonia. Si chiamava Day, l’hanno scoperto quando era ormai cadavere, la cagnolina di razza husky che nel tardo pomeriggio di mercoledì le volontarie dell’Associazione Salvezza Animali Versilia e di Sos Randagi avevano trovato incatenata e in fin di vita nel piazzale di una azienda lungo via Aurelia.  "La sua morte non resterà impunita", giurano le volontarie, che ieri hanno sporto denuncia contro il guardiano ottantenne dello stabile (era lui che, lo scorso settembre, aveva preso in consegna l’husky al canile appena salvato dalla melma di un fosso) e i dipendenti della ditta, "responsabili di aver ucciso Day – sottolineano all’Asav – con la loro indifferenza".  Le condizioni della cagnolina erano apparse subito disperate fin dall’arrivo alla clinica veterinaria del Campo d’Aviazione, a Viareggio: "Completamente disidratata, in preda a spasmi convulsivi e con funzionalità epatica compromessa – elenca Angela Lunardi, presidente dell’Asav – tutte situazioni che non si sviluppano certo in una giornata e che testimoniano più di ogni altra cosa l’abbandono dell’animale a se stesso".  A far scattare l’allarme, mercoledì, era stata proprio la telefonata di una dipendente della ditta all’associazione animalista, chiedendone l’intervento perchè le condizioni dell’husky le sembravano molto gravi: "Ci disse – confermano all’Asav – che era scivolata dentro una vasca di liquidi tossici, senza tuttavia precisare quando fosse accaduto".  Il commento del veterinario che l’ha ricevuta nella clinica viareggina, poi, è stato altrettanto eloquente: "Mangiava quando ne trovava – riferisce ancora la presidente dell’Asav – e non sono bastati quattro lavaggi per toglierle di dosso tutto il liquame marrone che si portava dietro da chissà quanti giorni". Sulle sostanze raccolte dal pelo dell’animale sono in corso analisi di laboratorio, mentre della sua carcassa è già stato richiesto il sequestro da parte dei vigili urbani di Pietrasanta. "L’indifferenza che ha ucciso Day – conclude Angela Lunardi – è del tutto identica a quella che, in Costa Rica, ha trasformato in arte l’agonia di un cane lasciato morire di fame da uno scultore locale, per la Bienal Centroamericana Honduras 2008".
 
Ciao Day hai conosciuto la follia dell’uomo moderno e a farne le spese, come già tanti prima, sei stata tu.
Un bacio grande piccola, riposa in pace, ora sei al sicuro e un giorno potrò abbracciarti e correre verso l’infinito con te.

Responses

  1. 😦
    BASTA
    MALEDETTO UOMO
    BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA


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