Pubblicato da: manola3 | 17 maggio 2010

Un’odissea per amore dei cani



Arcugnano (VI) – Perdere il sonno
per colpa di una coppia di cani è una cosa normale ma in questo caso non
c’entrano abbai e latrati notturni: è solo una questione di privacy e di ricerca
spasmodica di riportare a casa i due trovatelli a zonzo incustoditi per il
paese. La signora Paola Pertegato di Arcugnano non avrebbe mai creduto di
entrare in un’odissea, lunga ventiquattro ore, a causa del suo grande amore per
gli animali.
Dopo aver avvistato due Labrador persi per le strade della sua
città, decide di accoglierli a casa e di avvertire le autorità competenti. Da
quel momento, inizia un rimpallo di responsabilità tra vigili urbani,
carabinieri e Ulss 6 di Vicenza, con sede ad Arcugnano. Con un’ulteriore beffa:
nonostante i cani siano apparentemente muniti di microchip, il veterinario
prontamente contattato si rifiuta di intervenire considerando che, a causa della
legge sulla privacy, entrare in possesso dei dati relativi ai cani e al loro
padrone costituirebbe un illecito. Tutto inizia nella mattinata di giovedì. Due
bellissimi esemplari di Labrador, curati e ben tenuti, scorrazzano liberi per le
strade di Arcugnano. La coppia di animali desta sorpresa tra i passanti ma il
loro ottimo stato non turba la cittadinanza. Paola tiene sotto controllo la
situazione. All’una di pomeriggio inizia a essere in apprensione e decide di
prendersi cura delle bestie, ritagliando per loro un angolo in giardino.
La
prima telefonata parte subito verso i vigili urbani di Vicenza ma la questione
non è di loro competenza. L’invito è di prendere contatto con i carabinieri di
Longare. I militari dell’arma, dal canto loro, non sono di grande aiuto e anzi,
consigliano a Paola di rivolgersi al più presto ai vigili di vicenza, da lei
appena interpellati.
Si arriva a sera e la donna, snervata e confusa per
tutto il trambusto, ha l’idea di chiamare il veterinario di fiducia. Il medico
si dimostra comprensivo, ma mette subito in chiaro la sua posizione: non può
essere di aiuto perchè la legge sulla privacy non gli consente in alcun modo di
entrare in possesso e manipolare i dati contenuti nei dispositivi di
riconoscimento dei Labrador.
A notte inoltrata, si ritorna dai carabinieri
che promettono di intervenire nella mattinata successiva ma intanto hanno
un’idea risolutiva: inviano un fax informativo alla locale Ulss. Proprio
all’unità locale socio-sanitaria arriva dal padrone dei cani la segnalazione di
smarrimento, ma data l’ora, l’intervento conclusivo è posticipato a venerdì.
Finalmente, dopo una giornata travagliata, i cani possono tornare a casa in
perfetta salute, anche se non si capisce cosa ci facessero in completa
libertà.
Amo troppo gli animali e sono certa che interverrei di nuovo –
dichiara Paola che prosegue preoccupata-. Mi chiedo a cosa servano in sostanza i
microchip se poi nessuno sa come usarli. I cani erano spaventati e li abbiamo
accuditi per tutta la notte. Ma anche quando si sono calmati, sono rimasta molto
agitata e non sono riuscita a chiudere occhio;.
L’anagrafe canina comunica
ufficialmente: "Se l’animale identificato con microchip viene smarrito o rubato,
può essere rintracciato facilmente grazie alle banche dati nelle quali lo stesso
animale è registrato. Il sistema di identificazione elettronica è un deterrente
per chi intende liberarsi del proprio animale".
Ad Arcugnano, però, i
proprietari e gli appassionati di cani possono avanzare qualche perplessità
riguardo a facilità e immediatezza di tale metodo identificativo, introdotto per
legge nel 2008 in sostituzione del "tatuaggio" ritenuto antiquato e poco
affidabile.


La Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi
presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri ha risposto all’ENPA di Grosseto in merito all’accessibilità dei dati
anagrafici dei proprietari di cani identificati.  Il
parere fornito va in
direzione della piena legittimazione ad ottenere dati che favoriscono
l’applicazione della Legge 189/2004, contro l’abbandono, pertanto la Pubblica
Amministrazione non può opporre resistenza alcuna al rilascio di queste
informazioni. L’Enpa aveva fatto presente alla Commissione di avere spesso la
necessità di chiedere a pubbliche amministrazioni (per lo più alle ASL) i dati
anagrafici dei proprietari di cani tatuati o microchippati che si smarriscono,
per assicurare il sollecito ricongiungimento dell’animale con il suo
proprietario, e di sentirsi spesso negare tali dati per la considerazione che si
tratterebbe di dati sensibili. L’ENPA chiedeva quindi se il suddetto diniego sia
giustificato. Osserva la Commissione che, a parte la considerazione che la
proprietà di cani non può ritenersi un dato sensibile, nel caso prospettato non
possono ritenersi sussistere profili di riservatezza giuridicamente
apprezzabili. Va infatti tenuto presente che la legge 20 luglio 2004 n. 189 ha
introdotto nel testo del codice penale il Titolo IX bis, destinato
specificamente alla repressione dei "delitti contro il sentimento per gli
animali", ed ha previsto lo specifico reato di "abbandono degli animali
domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività" (attuale art. 727),
reato che può comportare l’arresto sino ad un anno. Tale legge ha quindi
chiaramente espresso la volontà dell’ordinamento di contrastare quelle
situazioni che, ostacolando il ricongiungimento tra l’animale domestico smarrito
ed il rispettivo proprietario, ledano il sentimento per gli animali,
compromettendo la loro sopravvivenza, e diano oltre tutto luogo a pericoli per
la pubblica incolumità. In base a questo orientamento normativo, nel caso di
smarrimento accidentale di cani l’interesse prioritario del proprietario deve
essere ritenuto quello di ritrovarli al più presto. Nel caso invece di un loro
volontario abbandono si realizza un comportamento che integra gli estremi del
reato di cui all’art. 727 del codice penale, e che quindi non può giustificare
alcuna pretesa di riservatezza. Si ritiene pertanto – è la conclusione della
Commissione- che le pubbliche amministrazioni siano tenute a consentire
l’accesso ai documenti amministrativi indicati dall’ENPA.


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