Pubblicato da: manola3 | 9 giugno 2010

Il ritorno a casa di Ambra




Ambra è spuntata, timida e affamata, alla centrale idroelettrica del lago dietro la Torre, a 2300 metri di quota, poco dopo dopo le 11.
Tutti pensavamo fosse rimasta sepolta da due valanghe di neve che si sono staccate nel vallone dove, sabato scorso, è precipitato ed è morto Francesco Zavattiero, il suo padrone.
Quello che l’animale ha aspettato per due notti, sopportando gelo e tormenta. Ambra se l’è trovata davanti Fausto Perino, uno dei
dipendenti dell’Enel. Come Kevin Kostner fa per avvicinarsi a Due calzini nel film "Balla con i lupi", anche Pierino ha cercato di conquistare la fiducia della femmina di husky con un pezzo di pane, poi con scatolette di tonno e qualche carezza. Sono diventati amici.
Perino non ha perso tempo, ha subito preso il telefonino cellulare e ha chiamato concitato il Sindaco di Usseglio, Aldo Fantozzi, e i volontari del soccorso alpino: "Il cane che state cercando è vivo, è qui con me". E pensare che, fino a qualche minuto prima, si pensava il peggio.
"Avevamo appena sorvolato il ghiacciaio della Croce Rossa con l’elicottero, notato le tracce dell’husky che si perdevano ai margini delle slavine" racconta Gianni De Podestà, il comandante dein Forestali di Lanzo che, sabato, era con la comitiva di alpinisti e ieri è tornato in quota per cercare Ambra.
"Confesso che avevamo perso le speranze, temevamo fosse sotto metri di neve compatta".
Invece l’husky ha ripercorso a ritroso il tracciato battuto dal gruppo di escursionisti che erano con il suo padrone ed è arrivata fino al lago della Torre, dove era scesa dalla macchina di Zavattiero per iniziare l’ascensione. Il cane ha rischiato – riflette Pierino, perchè in quota c’è sempre molta neve, si può sprofondare in qualsiasi punto, scomparire nel mare di bianco.
Il momento più commovente è arrivato quando l’husky, trasportato alla centrale del Crot di Usseglio, si è gettato tra le braccia di Enza Rolando, la compagna di Zavattiero. Lacrime e grandi leccate di affetto.
"Questo è un cane fantastico" – piange la donna, pensate che, due anni fa, salvò la vita a Francesco. Ricorda:
" Eravano sul monte Soglio e li sorprese una tormenta gelida che durò parecchio tempo, Francesco abbracciò la sua Ambra per scaldarsi e rimediò solo un inizio di congelamento di alcune dita delle mani".
Ieri a Usseglio sono arrivati anche alcuni amici della vittima. "Se lassù ci vede Francesco adesso sarà contento, dice Giorgio Massa, perchè con questo cane viveva in simbiosi. Lo avevo addirittura addestrato a recuperargli le racchette che perdeva durante le escursioni".
I funerali di Francesco Zavattiero, che
abitava al Fornacino di Leini, si svolgeranno domani alle 10 nella chiesa
parrocchiale di San Pietro in Vincoli, a Settimo.

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