Pubblicato da: manola3 | 17 giugno 2010

Deportazioni di animali all’estero


Sono circa 10mila gli italiani che hanno firmato la petizione "Ti
deporto a fare un giro", promossa dall’Enpa contro il fenomeno delle finte
adozioni e delle deportazioni all’estero di cani e gatti italiani. Le firme sono
state consegnate questa mattina dal presidente nazionale dell’Enpa, Carla
Rocchi, al Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini. "Sono infinitamente
grata al sottosegretario Martini " ha dichiarato Carla Rocchi – per l’impegno
che ha voluto assumere affinchè sia posta fine a ogni forma di deportazione di
massa di animali d’affezione". L’iniziativa dell’Enpa, oltre ad avere ottenuto
una positiva risposta da parte delle istituzioni, ha avuto il merito di portare
alla luce questo fenomeno, finora quasi sconosciuto al grande pubblico. Ogni
anno sono numerosi i furgoni, i camion e perfino gli aerei che partono da ogni
regione d’Italia trasportando oltre confine animali d’affezione italiani –
diretti principalmente in Germania, Svizzera e Austria  dei quali, una volta
giunti a destinazione, si perdono le tracce. Animali privi di documenti, dunque,
presi in carico da semplici prestanome che poi acconsentono a spedirli oltre
confine con l’unico obiettivo di alimentare un lucroso commercio. Spesso si
tratta di randagi raccolti per strada o di finte adozioni, merce gratuita
all’origine che acquista valore non appena arriva a destinazione. Il loro
prezzo, eufemisticamente definito "rimborso spese" può arrivare anche a 350-400
euro. Questo traffico non riguarda soltanto i trovatelli, ma anche gli animali
di proprietà: alcuni sottratti durante la consueta passeggiata, altri invece
ceduti dai loro stessi proprietari, per i quali sono ormai diventati un peso.
Cuccioli o adulti, sani o malati, non fa differenza. Molti di loro, purtroppo,
non giungeranno mai a destinazione: sfiniti dal viaggio, moriranno nel chiuso di
un portabagagli o nella stiva di un aereo. Ad alimentare il lucroso commercio di
esseri viventi, a volte, rischiano di contribuire le stesse autorità comunali,
p
er le quali le deportazioni all’estero rappresentano talvolta un vero e proprio
surrogato delle politiche di contenimento del randagismo.
Le firme raccolte sono state 10000 !!!!!!!!

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