Pubblicato da: manola3 | 20 luglio 2010

Iraq: Guerra ai cani randagi


BAGHDAD – Nei giorni scorsi il
Washington Post ha rivelato una raccapricciante notizia. Secondo il tabloid
statunitense le autorità di Baghdad hanno autorizzato la caccia, strada per
strada, dei cani randagi. Scopo dichiarato eliminarli. Così è stato. Negli
ultimi 3 mesi nelle strade della capitale irachena, oltre allo scontro in corso
tra forze governativi e ribelli filo al Qaeda, si è combattuta anche un’altra
guerra. Quella ai cani randagi. In città, si legge nelle colonne del quotidiano
americano, sono stati eliminati, con bocconi avvelenati o a colpi di arma da
fuoco, almeno 58mila cani randagi a fronte di una popolazione stimata in almeno
1,25 milioni. Il WP spiega anche che a compiere la "bonifica" o meglio la
strage di cani randagi, sono state almeno 20 squadre di ex agenti di polizia e
veterinari. L’operazione, a detta del capo veterinario della capitale, Mohammed
al-Hilly è stata resa necessaria dal moltiplicarsi dei casi di aggressione alle
persone. E’ stato stimato che in circa un anno siano state almeno 50 le persone
morte a seguito di attacchi di cani randagi e numerose altre quelle rimaste
ferite. Gli animali per la precarietà delle loro condizioni sono purtroppo
diventati particolarmente aggressivi. Secondo le autorità sanitarie irachene
l’allarme per i cani randagi nella capitale era scattato già dal 2008 per
raggiungere oggi livelli non sottovalutabili. Purtroppo in primis la mancanza di
sicurezza e poi, la mancanza di fondi avevano finora impedito ogni azione
risolutrice. Per coprire i costi dell’operazione le autorità irachene hanno
stanziato 25mila euro. In Iraq, al tempo del regime di Saddam Hussein era prassi
l’eliminazione sistematica dei cani randagi che scattava ogni notte. Questa "abitudine" è poi cessata con la caduta del Rais e i cani senza padroni in
questi 7 anni si sono moltiplicati creando quella che le autorità irachene hanno
definito un pericolo alla sicurezza. In verità la triste sorte toccata ai cani
da strada iracheni deriva anche dal fatto che nel Paese non esiste il concetto
di cane da compagnia. Anzi nella tradizione coranica è proibito tenere in casa
un cane senza motivo. La sua presenza è tollerata solo se svolge un preciso
compito, come il sorvegliare i greggi, fare la guardia o la caccia. Per i
musulmani è un animale impuro, e come tale non può essere presente nemmeno alla
preghiera o al pasto. Addirittura dopo averlo toccato ci si deve subito lavarsi
le mani e se leccati ci si deve purificare. In Iran a giugno addirittura è stata
emessa una fatwa, decreto di carattere religioso, contro i cani. L’emergenza
cani randagi che colpisce Baghdad non è l’unica al mondo. Anche in Cina da tempo
viene data la caccia ai randagi, cani o gatti che siano. Gli animali spesso sono
eliminati a colpi di bastoni da squadre approntate apposta per la loro
eliminazione dalle autorità sanitarie. Tutto questo è fatto in nome della lotta
alla diffusione della rabbia. Lo stesso avvenne a Bucarest in Romania quando nel
2008 vi fu un’eliminazione sistematica di randagi perchè le autorità locali
temettero che potessero attaccare i componenti delle delegazioni arrivate per il
vertice della Nato.

COSA SI PUO’ RIBATTERE A QUESTO SISTEMATICO METODO DI ELIMINAZIONE AD OLTRANZA????
FARLO ANCHE CON LE PERSONE NO VERO???? SE NE SAREBBERO ……….


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