Pubblicato da: manola3 | 5 settembre 2010

Olbia, cane bruciato vivo dai vandali


OLBIA. Bruciato, carbonizzato. Anzi, incenerito. La fine di Dick, o forse Bobby o forse Oscar, è stata drammatica. Mani assassine gli hanno dato fuoco, lo hanno trasformato in una torcia vivente e lo hanno lasciato morire. Nessuno ha assistito alla macabra esecuzione, e nessuno può così additare i colpevoli. I resti del cane sono stati rinvenuti in via Labriola, traversa del trafficato viale Aldo Moro.  Una raccapricciante scoperta che avviene proprio a pochi giorni dalle parole choc di Gianfranco Bardanzellu, il consigliere regionale del Pdl finito nell’occhio del ciclone per aver proposto l’incenerimento dei cani come soluzione al problema del randagismo. Più o meno un invito a delinquere, visto che l’uccisione degli animali d’affezione è per lo Stato un reato.  Con la sua proposta-choc Barda nzellu si è attirato pesanti critiche da parte dell’intero arco costituzionale. Compresi alcuni colleghi di coalizione, come il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, e il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, una che, compagna di partito di Bossi, Borghezio e Calderoli, alle parole forti dovrebbe essere abituata.
"Sono profondamente indignata per la proposta incivile – ha dichiarato l’esponente del governo -. Il problema del randagismo non si può di certo risolvere attraverso barbare mattanze di cani". Bardanzellu non fa retromarcia, definisce la sua una provocazione sul problema del randagismo, ma le sue sono parole troppo pesanti.  Parole in libertà che qualche testa con poco senno potrebbe prendere alla lettera. Come forse è accaduto in questi ultimi giorni in città. La macabra esecuzione del cane rinvenuto in via Labriola non è detto sia legata alla vicenda Bardanzellu, nessuno dice che chi si è macchiato dell’atto barbarico sia un fan del consigliere regionale, ma in questo momento le parole pesano come sassi.  Non si sa dove Dick o forse Bobby o forse Oscar sia stato bruciato vivo. In via Labriola sembrano esserci tracce di sangue, ma qualcuno sostiene che la sua uccisione sia avvenuta in un’altra zona. L’unica certezza è che lunedì due fratellini hanno affisso un minicartello per condannare chi dà fuoco ai cani. Non sapevano nulla di Bardanzellu e dei suoi propositi-choc, ma avevano solamente rinvenuto quel che restava dell’inerme cagnolino. Colpevole di abbaiare un pò troppo o di volere solo qualche coccola.
O, forse, di essere semplicemente un cane.
 
Può essere di Olbia, Palermo, Catania …. non me frega nulla, sempre un gran BASTARDO E’ ……………..
 

Responses

  1. perfettamente daccordo con te,che sia quel che sia un Bastardo rimane!!che gli possan prender fuoco le parti intime..scusa lo sfogoMassimo,buona serata cara Manola un affettuoso abbraccio al tuo cuore


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