E’ difficile scrivere e giudicare obbiettivamente un tema sensibile come i test scientifici sugli animali. Ad alcune ore di distanza dall’approvazione della direttiva 86/609[1] sull’utilizzazione degli animali per scopi scientifici  sono apparsi innumerevoli articoli indemoniati, su social network, giornali di piccola e grande stampa, spesso con lo scopo di sfruttare la sensibilità dei lettori. L’articolo della Repubblica.it intitolato "Vivisezione, direttiva Ue "Sì ai randagi come cavie"[2] , dopo solo cinque ore dalla pubblicazione raccoglieva più di 500 commenti indignati (sul sito e sulla pagina facebook) dimenticando di descrivere lo scopo della direttiva e i (seppure pochi) punti positivi che essa introduce nelle ricerche sugli animali.

Sempre obbiettivamente, tale direttiva è una delusione per quelli che l’aspettavano da due anni e speravano comportasse una quasi-illegalizzazione dei test sugli animali ed un serio coinvolgimento degli Stati Membri nella promozione di tecniche di ricerca alternative, e la sua struttura corrisponde a una serie di limiti seguiti da eccezioni, a volte ragionevoli, a volte no[3].
Il testo, sebbene nettamente meno proibitivo della versione proposta nel 2008 dalla Commissione fa rientrare nel suo scopo quelle che chiama le tre "R" : rimpiazzamento (dei test sugli animali con test scientifici alternativi), riduzione (degli animali utilizzati), e raffinamento (delle condizioni degli animali prima durante e dopo i test scientifici.). Un altro punto positivo è il principio sancito all’Articolo 2: "Gli Stati Membri possono, osservando le regole generali presenti nei trattati, mantenere le proprie provisioni in vigore, se hanno lo scopo di assicurare una protezione più estensiva degli animali", permettendo all’Italia, paese all’avanguardia in materia di protezione degli animali di non abbassare i propri standard e promuovere ulteriormente la ricerca di metodologie alternative alla sperimentazione sugli animali.

Ma analizziamo in dettaglio le tematiche "calde" del testo

Qual’è il senso e direzione della direttiva di cui dovrebbero ispirarsi gli Stati Membri?

Prima di citare il contenuto stesso della direttiva, il parlamento europeo riconosce (al punto 46) che la disponibilità di metodi alternativi di ricerca sia altamente dipendente dal progresso delle ricerche e nello sviluppo di queste alternative  in modo da incrementare la competitività della ricerca e dell’industria nell’unione e di rimpiazzare, ridurre e raffinare l’utilizzo di animali nelle procedure, la Commissione e gli Stati Membri dovrebbero contribuire alla ricerca tramite mezzi propri in vista dello sviluppo e validazione di approcci alternativi (alla sperimentazione animale), tematiche poi riprese nell’Articolo Primo.

Ma è l’articolo 4 ("Principio di rimpiazzamento, riduzione e raffinamento") a dare il colore generale della direttiva:

  1. Gli Stati Membri dovranno garantire che, ovunque sia possibile, vengano utilizzati metodi scientifici soddisfacenti o test che non comportino l’utilizzo di animali vivi.
  2. Gli Stati membri dovranno garantire che il numero di animali utilizzato in progetti è ridotto al minimo senza compromettere gli obbiettivi del progetto.
  3. Gli Stati membri dovranno assicurarsi del raffinamento dell’allevamento, sistemazione, cure e, quanto ai metodi utilizzati nelle procedure all’eliminazione o riduzione al minimo possibile del dolore, sofferenza, angoscia o dolori permanenti agli animali

Quali sono gli animali soggetti a test scientifici ed in quali circostanze?

I paragrafi 2 e 3 dell’articolo 1 prevedono che la direttiva si applicherà ai vertebrati non umani (inclusi certi tipi di larve e alcuni mammiferi) e cefalopodi.

L’Articolo 5 inquadra invece gli scopi delle procedure di test sugli animali che sono: ricerca scientifica, ricerca con lo scopo di prevenzione , diagnosi, condizioni fisiologiche o trattamenti di  malattie, malesseri o i loro effetti su uomini, animali o piante, il benessere di animali e il miglioramento delle tecniche di produzioni agricole che richiedono l’utilizzo di animali, nello sviluppo, manutaffore o test di medicine, cibi, per la protezione dell’ambiente naturale negli interessi della salute e benessere dell’essere umano o animali, ricerca in vista della preservazione delle specie, didattica (punto controverso citato anche dalla deputata Alfano in plenaria), medicina legale.

Alcuni animali sono soggetti a tutele particolari, in ragione soprattutto del fatto che non siano stati allevati con lo scopo di test o della loro rarezza nel mondo naturale:

L’articolo 7 riguarda le specie in pericolo d’estinzione: tali specie non possono essere utilizzate in procedure all’eccezione delle procedure con uno scopo circoscritto (ricerca di prevenzione, diagnosi, trattamenti di malattie o problemi di salute, condizioni fisiologiche, benessere degli animali e  miglioramento della situazione degli animali utilizzati in processi agricoli, sviluppo e testing di medicine, cibi, sostanze, ricerca in vista della preserva delle specie) e che l’utilizzo sia scientificamente giustificato dal fatto che l’obbiettivo della procedura non possa essere ottenuto da altre specie animali.

L’articolo 8 si focalizza sui primati non-umani che non possono essere utilizzati in procedure all’eccezione di procedure con scopo circoscritto (ricerca di prevenzione, diagnosi, trattamenti di malattie o problemi di salute, condizioni fisiologiche, benessere degli animali e  miglioramento della situazione degli animali utilizzati in processi agricoli, sviluppo e testing di medicine, cibi, sostanze .. tutti questi essendo validi solo se nell’interesse dell’evitare, prevenire, diagnosticare o trattare debilitanti o potenzialmente mortali condizioni cliniche negli essere umani ma anche per ricerca e preservazione della specie) . Test su alcuni tipi di primati sono soggetti ad ulteriori restrizioni.

L’articolo 9 riguarda gli animali selvatici, anche loro non utilizzabili per test scientifici tranne per alcune eccezioni (per le quali, comunque, le autorità competenti debbono gustificarne il progetto in quanto non realizzabile su animali allevati per le procedure).

L’articolo 11 riguarda gli animali di razze domestiche randagi, anche questi non utilizzabili in test a meno che esista un bisogno essenziale di studi riguardo alla salute e benessere degli animali o un serio pericolo per l’ambiente o la salute umana o animale e che sia giusticato scientificamente dal fatto che tale studio potrebbe concludersi solo con l’utilizzo di animali randagi.

Per quanto riguarda il punto chiave della controversia, ovvero, la sofferenza degli animali e la loro possibile uccisione, la direttiva è molto dettagliata:

L’articolo 13 descrive la "scelta dei mezzi". Il secondo paragrafo precisa che, nel scegliere fra procedimenti devono prevalere quelli che utilizzano il numero inferiore di animali, che causano minore pena, sofferenza, angoscia, e che includono animali con minore capacità di risentire dolore, sofferenza, angoscia o dolori permanenti.

La morte dell’animale deve essere evitata al massimo delle possibilità, se è inevitabile, la procedura dovrà risultare nella morte del minor numero di animali possibili, ridurre la durata ed intensità della sofferenza dell’animale al minimo possibile ed assicurargli  se possibile una morte indolore.

L’articolo 14 regola l’anestesia che deve essere utilizzata tranne se inadatta  nei casi di lievi/moderate sofferenze. Nel caso gli esperimenti comportino serie ferite o dolore è assolutamente obbligatoria. Agli animali che mostrano sofferenza anche dopo i test devono essere forniti analgesici o calmanti e l’animale, alla fine del procedimento, deve essere curato in modo da rendere eventuali dolori minimi.

L’articolo 6, invece, specifica i metodi di uccisione : gli Stati devono garantire la sofferenza e disagio minimo per l’animale (segue un annesso di sconcertante precisione).

 

1. Disponibile il testo in lingua inglese http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/10/st06/st06106.en10.pdf

2.  Fra l’altro, con tutto il rispetto per la repubblica, già il titolo dell’articolo è errato: c’è una differenza sostanziale nella definizione di test scientifici  (che includono anche la sottoministrazione di medicine) a  vivisezione  (dissezione ed operazioni chirurgiche su un animale).

3. La deputata Idv Sonia Alfano ha fatto notare a più riprese che il testo prevede la possibilità di riutilizzare un animale più volte per esperimenti  e di utilizzare animali in esperimenti a scopi didattici.

 

Sofferenza, angoscia …. ma chi non li proverebbe a vedersi palpato da mani estranee o tagliuzzato il cervello per vedere cosa ci sta dentro ????

Annunci
Pubblicato da: manola3 | 12 settembre 2010

Sara Turetta

 
Leggete sul forum dei centopercentoanimalisti linkando qui sotto
 
ditemi voi cosa pensate di una pazza che scrive che è stato fatto un GROSSO PASSO AVANTI per gli animali a seguito dell’approvazione della legge sulla vivisezione ……
 
Mio Dio, aprite gli occhi !!!!! Come fa a sparare cazzate e farsi fotografare con un cane un braccio ???? Ma che cavolo di animalista è ?????
Non ci posso credere …………………
Pubblicato da: manola3 | 9 settembre 2010

Lancia il suo cane in aria: incastrato grazie ad un video

 

Ha fatto fare al suo cagnolino di sette mesi un volo di quattro metri, usando il guinzaglio per ‘lanciarlo’ in strada. Ashley Rowbotham, 23 anni, è stato però incastrato da un video di alcune telecamere a circuito chiuso presenti nella zona, ed ora gli è stato vietato di tenere con sè animali per cinque anni. E’ accaduto a febbraio scorso a Eastleigh, nell’Hampshire, in Gran Bretagna. Rowbotham, denunciato da un passante a cui non è andato giù l’atteggiamento nei confronti del piccolo Stafforshide bull terrier, dovrà anche frequentare per nove mesi una comunità per entrare in terapia e controllare i suoi scatti di rabbia. La RSPCA, l’ente protezione animali britannica, ha bollato il suo comportamento come totalmente inaccettabile. Per fortuna il cagnolino, di nome Spot, non ha risentito di alcun danno fisico, anche se, a detta dei veterinari che lo hanno visitato, inizialmente era molto nervoso, probabilmente per via di altre violenze subite. Ora Spot sta bene ed è stato affidato agli esperti della RSPCA.
 
Ma cosa c’ha nel cervello sta gente ??? Segatura ?????????????
Pubblicato da: manola3 | 8 settembre 2010

Oltre il confine

 

Se mi avessero domandato come mi sarei vista in un futuro lontano e impossibile

da prevedere, non avrei saputo rispondere, né immaginarne il filo, invisibile

a tratti,  dondolante, davanti al mio cammino .

Sono domande che oggigiorno hanno preso un significato diverso perché diverso è l’approccio con cui la gente si pone verso il mondo .

Un mondo che abbraccia tutti, indistintamente, ladri e onesti, furbi e ingenui, bianchi e neri, bastardi e vittime; un mondo che molti giudicano senza conoscerlo, a priori, e fermi nelle loro credenze che tutto gli spetti di diritto.

E si innalza una barriera fatta di falsità e di acque gettate al proprio mulino per scaricarsi le coscienze e far si che sia sempre “co,lpa degli altri”.

Ci fu un tempo in cui con la follia della mia giovinezza crescevo con la convinzione e la determinazione dei valori della vita che i miei genitori mi hanno tramandato e credendo che tutta l’umanità possedesse nel cuore quei piccoli e grandi doni che fanno grande una persona.

Non avevo status symbol da esibire ma soltanto la voglia di scoprire, provare, sentire e rispettare chi aveva meno di me.

Perché anche allora esistevano cittadini di serie A, B e C.

Una realtà che ci si sforza di non vedere perché non ci appartiene quando si ha il potere in mano , quando non ci si deve caracollare per studiare nuove strategie di sopravvivenza.

Fondamentalmente l’umanità ha subìto una trasformazione profonda e indefinita, creata da una necessità impellente di mettere al riparo se stessi e lasciando per terra chi cade e rimane ferito.

Io ho creduto nei miei sogni, li ho cullati nell’ombra dell’adolescenza al riparo da occhi indiscreti, celati sotto emozioni costruite su di una corazza di ferro impossibile da penetrare da qualunque parte la si volesse circondare, li ho innaffiati giorno per giorno attendendo con impazienza che fiorissero sotto i migliori punti di vista, perché con queste premesse sono stata messa al mondo.

“ Impara l’arte e mettila da parte “ . Ho preso alla lettera questa filosofia riunendo tutte le scoperte che nel corso del mio cammino ho incontrato; belle e brutte, gioiose e dolorose, ma portando sempre l’amore e l’educazione dei miei genitori.

Affettiva,mente non sono stati molto presenti, non erano persone con le quali potevi metterti a tavolino e confidare i dubbi e le scelte che ti bucavano l’anima, ma in altre maniere che allora trovavo inspiegabili, sapevano esprimere il loro affetto per me.

Sono stati anni di lotta e di ribellione in cui mi sentivo come un leone in gabbia che cerca invano una via di fuga  camminando su e giù instancabilmente : qualsiasi cosa era meglio piuttosto che la prigionia. L’aria della libertà aveva un profumo così intenso da riempirti i polmoni e  tanto vicino che se allungavi una mano la potevi sfiorare.

La voglia di vedere cosa c’era dietro il confine era enorme, come il rotolamento di un tappeto infinito che si estendeva nell’azzurro del cielo, un manto stellato percorso dalla curiosità e dall’innocenza dei miei pensieri. Senza difese.

Il bello della vita sta nel fatto che non resti bambino e gli anni della crescita sono i più importanti e dipendono molto dagli input che ricevi prima di ogni altra cosa, dalle persone che ti hanno procreato e che ti svelano passo per passo tutti i trucchi del mestiere.

A volte sbagliano, per inesperienza, ma si può condannare per troppo amore ??

Nascosta dall’ombra della vita, ho cullato anche l’amore per gli animali fin quando non è diventata la voce degli innocenti; forte e tenace contro la malvagità di quello che chiamate “essere umano”.

Un essere umano che non ha nessun diritto di decidere della vita altrui, non è Dio e non lo sarà mai finchè peccherà di superbia e arroganza.

Un essere umano che dove passa lascia dietro di sé una scia di bruciato tutto attorno e senza vità alcuna.

Un essere umano che un giorno ucciderà a sangue freddo chi gli si rivolterà contro, così come un soffio di vento.

Sta già accadendo. Aprite gli occhi e volgete il vostro guardo a ciò che sta diventando ormai routine quotidiana e mettetevi una mano sul cuore; chiedetevi se non è anche colpa vostra questo scempio.

Mai come adesso mi sono pentita di aver oltrepassato un confine pieno di odio e violenza, di abusi e maltrattamenti, di intolleranza e ipocrisia.

 
Su Facebook e su altri tablò corre la notizia in questi ultimi giorni di una ragazza che si è fatta filmare dal fratello mentre gettava, ammazzandoli sul colpo, sei cucciolini di un mese circa. E’ bosniaca.
Dire che non mi importa la sua nazionalità nè del fatto che sia minorenne, è scontato ….
Non ho parole per commentare un gesto del genere, non ho neppure più lacrime da versare perchè credo che certa gente non lo meriti proprio ….
Le è stato dato una multa da 5000 euro …. valeva davvero così poco la vita di quegli esserini indifesi …..
E’ stata identificata, stanno interrogando i genitori ma quei cuccioli non vedranno mai più la luce grazie a questa bastarda di ragazza ……
Il video è stato rimosso ovviamente, penso per evitare linciaggi veri e propri, se li meriterebbe tutti!
Nel suo profilo ci sono una serie di domande, per chi ha facebook vi potrà accedere, mette rabbia sapere che non solo si è pentita di quello che ha fatto ma anzi, il video la divertiva e che questi cuccioli erano malati: un veterinario dalle vostre parti non c’è ?????
Fatevi curare per l’amor di Dio !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
Per magia anche la breve intervista è sparita da facebook, misteri dell’informatica …..
Pubblicato da: manola3 | 5 settembre 2010

Olbia, cane bruciato vivo dai vandali

OLBIA. Bruciato, carbonizzato. Anzi, incenerito. La fine di Dick, o forse Bobby o forse Oscar, è stata drammatica. Mani assassine gli hanno dato fuoco, lo hanno trasformato in una torcia vivente e lo hanno lasciato morire. Nessuno ha assistito alla macabra esecuzione, e nessuno può così additare i colpevoli. I resti del cane sono stati rinvenuti in via Labriola, traversa del trafficato viale Aldo Moro.  Una raccapricciante scoperta che avviene proprio a pochi giorni dalle parole choc di Gianfranco Bardanzellu, il consigliere regionale del Pdl finito nell’occhio del ciclone per aver proposto l’incenerimento dei cani come soluzione al problema del randagismo. Più o meno un invito a delinquere, visto che l’uccisione degli animali d’affezione è per lo Stato un reato.  Con la sua proposta-choc Barda nzellu si è attirato pesanti critiche da parte dell’intero arco costituzionale. Compresi alcuni colleghi di coalizione, come il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, e il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, una che, compagna di partito di Bossi, Borghezio e Calderoli, alle parole forti dovrebbe essere abituata.
"Sono profondamente indignata per la proposta incivile – ha dichiarato l’esponente del governo -. Il problema del randagismo non si può di certo risolvere attraverso barbare mattanze di cani". Bardanzellu non fa retromarcia, definisce la sua una provocazione sul problema del randagismo, ma le sue sono parole troppo pesanti.  Parole in libertà che qualche testa con poco senno potrebbe prendere alla lettera. Come forse è accaduto in questi ultimi giorni in città. La macabra esecuzione del cane rinvenuto in via Labriola non è detto sia legata alla vicenda Bardanzellu, nessuno dice che chi si è macchiato dell’atto barbarico sia un fan del consigliere regionale, ma in questo momento le parole pesano come sassi.  Non si sa dove Dick o forse Bobby o forse Oscar sia stato bruciato vivo. In via Labriola sembrano esserci tracce di sangue, ma qualcuno sostiene che la sua uccisione sia avvenuta in un’altra zona. L’unica certezza è che lunedì due fratellini hanno affisso un minicartello per condannare chi dà fuoco ai cani. Non sapevano nulla di Bardanzellu e dei suoi propositi-choc, ma avevano solamente rinvenuto quel che restava dell’inerme cagnolino. Colpevole di abbaiare un pò troppo o di volere solo qualche coccola.
O, forse, di essere semplicemente un cane.
 
Può essere di Olbia, Palermo, Catania …. non me frega nulla, sempre un gran BASTARDO E’ ……………..
 
Pubblicato da: manola3 | 4 settembre 2010

Investe un cane e scappa. La prima multa

PADOVA – Ha investito un cane
meticcio e non si è fermato a soccorrerlo: per questo motivo a un pensionato di
sessant’anni, a Legnano, nel Padovano, è stata comminata a una multa (389 euro)
per omissione di soccorso nei confronti di un animale. E’ la prima volta che in
Italia viene applicata una sanzione per questo tipo di reato.
La vicenda è
stata raccontata dal quotidiano ll Mattino di Padova: l’uomo ha investito un
cane meticcio, Rocky, e lo ha lasciato gravemente ferito sull’asfalto. L’animale
è morto poche ore dopo. Alcuni passanti, tra cui il padrone del cane, hanno
segnato il numero di targa e denunciato il fatto ai carabinieri, che lo hanno
identificato e sanzionato per avere violato l’articolo 189/bis del codice della
strada. La norma prevede: "L’utente della strada, in caso di incidente comunque
ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali
d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto
ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli
animali che abbiano subìto il danno". Al pensionato è stata applicata la
sanzione minima di 389 euro, quella massima è di 1.559 euro.
Pubblicato da: manola3 | 21 luglio 2010

Buone vacanze a tutti

Anche il blog chiude per ferie. A volte un pò di break dalle notizie spesso così crudeli, ci vuole decisamente un momento di pausa.
Tornerò più carica che mai, ma voi lasciatemi un salutino, raccontatemi le vs vacanze, mi farebbe un immeso piacere
Buone vacanze !!!!!

Pubblicato da: manola3 | 20 luglio 2010

Iraq: Guerra ai cani randagi

BAGHDAD – Nei giorni scorsi il
Washington Post ha rivelato una raccapricciante notizia. Secondo il tabloid
statunitense le autorità di Baghdad hanno autorizzato la caccia, strada per
strada, dei cani randagi. Scopo dichiarato eliminarli. Così è stato. Negli
ultimi 3 mesi nelle strade della capitale irachena, oltre allo scontro in corso
tra forze governativi e ribelli filo al Qaeda, si è combattuta anche un’altra
guerra. Quella ai cani randagi. In città, si legge nelle colonne del quotidiano
americano, sono stati eliminati, con bocconi avvelenati o a colpi di arma da
fuoco, almeno 58mila cani randagi a fronte di una popolazione stimata in almeno
1,25 milioni. Il WP spiega anche che a compiere la "bonifica" o meglio la
strage di cani randagi, sono state almeno 20 squadre di ex agenti di polizia e
veterinari. L’operazione, a detta del capo veterinario della capitale, Mohammed
al-Hilly è stata resa necessaria dal moltiplicarsi dei casi di aggressione alle
persone. E’ stato stimato che in circa un anno siano state almeno 50 le persone
morte a seguito di attacchi di cani randagi e numerose altre quelle rimaste
ferite. Gli animali per la precarietà delle loro condizioni sono purtroppo
diventati particolarmente aggressivi. Secondo le autorità sanitarie irachene
l’allarme per i cani randagi nella capitale era scattato già dal 2008 per
raggiungere oggi livelli non sottovalutabili. Purtroppo in primis la mancanza di
sicurezza e poi, la mancanza di fondi avevano finora impedito ogni azione
risolutrice. Per coprire i costi dell’operazione le autorità irachene hanno
stanziato 25mila euro. In Iraq, al tempo del regime di Saddam Hussein era prassi
l’eliminazione sistematica dei cani randagi che scattava ogni notte. Questa "abitudine" è poi cessata con la caduta del Rais e i cani senza padroni in
questi 7 anni si sono moltiplicati creando quella che le autorità irachene hanno
definito un pericolo alla sicurezza. In verità la triste sorte toccata ai cani
da strada iracheni deriva anche dal fatto che nel Paese non esiste il concetto
di cane da compagnia. Anzi nella tradizione coranica è proibito tenere in casa
un cane senza motivo. La sua presenza è tollerata solo se svolge un preciso
compito, come il sorvegliare i greggi, fare la guardia o la caccia. Per i
musulmani è un animale impuro, e come tale non può essere presente nemmeno alla
preghiera o al pasto. Addirittura dopo averlo toccato ci si deve subito lavarsi
le mani e se leccati ci si deve purificare. In Iran a giugno addirittura è stata
emessa una fatwa, decreto di carattere religioso, contro i cani. L’emergenza
cani randagi che colpisce Baghdad non è l’unica al mondo. Anche in Cina da tempo
viene data la caccia ai randagi, cani o gatti che siano. Gli animali spesso sono
eliminati a colpi di bastoni da squadre approntate apposta per la loro
eliminazione dalle autorità sanitarie. Tutto questo è fatto in nome della lotta
alla diffusione della rabbia. Lo stesso avvenne a Bucarest in Romania quando nel
2008 vi fu un’eliminazione sistematica di randagi perchè le autorità locali
temettero che potessero attaccare i componenti delle delegazioni arrivate per il
vertice della Nato.

COSA SI PUO’ RIBATTERE A QUESTO SISTEMATICO METODO DI ELIMINAZIONE AD OLTRANZA????
FARLO ANCHE CON LE PERSONE NO VERO???? SE NE SAREBBERO ……….

FONTANIVA (PD). E’ morto di
sete, sotto un sole rovente, senza un goccio d’acqua nè un filo d’ombra. Un
cucciolo di 6 mesi è spirato così, abbandonato in un cortile.  Era attaccato a
una corda cortissima, nel perimetro di un capannone della zona industriale di
Fontaniva. La carcassa del povero animale è stata sequestrata dalle guardie
della Lac (Lega per l’abolizione della caccia) e il proprietario, oltre che
essere multato dalla polizia locale, sarà denunciato per uccisione di animali
(in base all’articolo 544 bis del codice penale). Se dall’autopsia all’istituto
di zooprofilassi di Legnaro emergeranno altri particolari crudeli, la posizione
del proprietario, un cinese, potrebbe aggravarsi. In soccorso del povero animale
hanno cercato di intervenire i passanti e gli agenti della polizia locale, ma
quando sono arrivate le guardie della Lac per il cagnetto non c’era ormai più
nulla da fare. Era legato nel cortile del laboratorio con una corda piuttosto
lunga, ma a causa dei diversi oggetti accatastati e presenti nel cortile si è
attorcigliata al punto da non concedergli neanche mezzo metro per muoversi. Così
non riusciva ad entrare nella cuccia per ripararsi dai raggi roventi del sole nè
a raggiungere un angolo all’ombra. L’agonia del povero cane non è passata
inosservata ad alcuni vicini e passanti, che hanno cercato di contattare il
proprietario e di intervenire, portando una ciotola d’acqua fresca all’animale
immobilizzato. Hanno chiamato quindi i vigili e loro le guardie della Lac, nel
frattempo sono riusciti a portare l’animale al riparo, all’interno della cuccia,
bagnandolo per rinfrescarlo ed idratarlo, ma all’arrivo delle guardie il
cagnolino era già morto. Il proprietario, che pare non essersi accorto di nulla,
si è fatto vivo allora: gli verrà comminata dai vigili una prima multa di 25
euro, perchi il cane era sprovvisto del microchip di identificazione, ma dovrà
rispondere anche della denuncia penale per uccisione di
animale.

25 EURO DI MULTA ……. VALE COSI’ POCO LA VITA DI QUEL CUCCIOLO ???????
BASTARDO, TI AUGURO DI FARE LA STESSA FINE ………….

« Newer Posts - Older Posts »

Categorie